giovedì 13 agosto 2009

IL MATRIMONIO DI LORNA




"Lorna è una giovane ragazza albanese che vive in Belgio e che pur di avere la cittadinanza e poter realizzare il suo piccolo sogno con il suo ragazzo, Sokul, accetta di sottostare a una macchinazione ordita da un poco di buono, Fabio: sposare un giovane tossicodipendente belga, Claudy. Fabio provvederà poi a uccidere Claudy simulando un'overdose e Lorna dovrà a quel punto sposare un mafioso russo, disposto a pagare molto bene per aver a sua volta la cittadinanza belga." (FILM TV)


Se si mischiassero scene da IL MATRIMONIO DI LORNA, con ROSETTA, piuttosto che con IL FIGLIO, difficilmente qualcuno riuscirebbe a rimontarle nel film originario, poiché i Dardenne sono i Dardenne. Questi autori idolatrati dalla critica, a confronto con la guerra o la fantascienza riuscirebbero alla fine a sfornare una copia dei suddetti. Il loro girare è questo, invisibili, sempre addosso al protagonista, incredibilmente presenti nei silenzi. Per carità, film insulsi, non ne hanno mai girati, però la loro personale pesantezza avrebbe bisogno di qualche peculiarità e, non mi riferisco alla scrittura, lucida, diretta, chiara, spietata; piuttosto alla forma. Insomma secondo me la loro dimensione è proprio quella del premio che hanno ricevuto a Cannes per quest'ultimo film: la sceneggiatura. JOKERICO 6

IL TEMPO DI DECIDERE


[Return to Paradise, USA, 1998, Drammatico, durata 109'] Regia di Joseph Ruben Con Vince Vaughn, Anne Heche, Joaquin Phoenix, David Conrad


"Malaysia. Lewis rischia di essere condannato a morte per essere stato trovato in possesso di hashish. La sorella Beth si deve dare da fare per convincere i due compagni di viaggio del fratello, già in fuga, a tornare sui loro passi per costituirsi e salvare così a vita a Lewis. Non sarà per niente facile." (FILM TV)


La struttura è il problema del film. La durata di 109 min. circa, non giustifica un prologo di 10min., una conclusione di circa 30min., ed un corpo centrale di 70 min. assolutamente improponibile. Un'ora di pellicola deve contenere avvenimenti tali da giustificare processi psicologici importanti, incroci necessari alla storia, descrizione delle azioni e sensazioni dei protagonisti; è oltre il limite della sopportazione il trascorrere di questo tempo esclusivamente nell'attesa di una decisione. Per una volta il titolo originale del film (RETURN TO PARADISE), non è calzante quanto il titolo italiano, l'attesa che Vince Vaughn, prenda questa stramaledetta decisione. La sterzata finale prova a risollevare le sorti dell' opera, ma ripensare ai difetti fa dimenticare ciò che di buono, in quanto ad atmosfera e pressione sul libero arbitrio, a fatica si era montato. Joseph Ruben è invisibile e gli attori non riescono a nascondere questa assenza, impegnati a nascondere l'assenza della sceneggiatura. JOKERICO 5

martedì 11 agosto 2009

X FILES - VOGLIO CREDERCI




"Alcune donne spariscono nelle campagne della Virginia e l'unico indizio sono dei resti umani che iniziano ad apparire qua e là, nei mucchi di neve addossati all'autostrada. Le tracce sono molto deboli e la polizia brancola nel buio. Anche per questo, guidata da un prete visionario, prova a seguire una pista che conduce a uno strano esperimento medico che potrebbe essere in qualche modo connesso alla sparizione multipla. Si tratterebbe del caso ideale per gli ex-agenti Fox Mulder e Dana Scully, che però non vogliono più aver a che fare con le ricerche che svolgevano in passato per la sezione investigazioni sul paranormale dell'FBI, chiusa da tempo." (FILM TV)


Dopo il film ho provato per un momento a sostituire Mulder e Scully con due altri poliziotti qualsiasi e non ho trovato alcuna differenza. Il sospetto che questa sceneggiatura sia stata riciclata per ridare una boccata d'ossigeno a due personaggi (in periodo di grande successo per telefilm e serie tv) e di conseguenza a due attori, un po' ai margini, è molto forte. Infatti non vi è alcuna necessità dei due protagonisti della serie tv, dato che gli accenni sono assolutamente forzati e inutili, il loro percorso morale e psicologico è stato cancellato nella rincorsa ad una vicenda abbastanza assurda e ridicola (che mescola in modo sconclusionato; preti pedofili, visioni mistiche, traffico di organi, scontro scienza-religione), senza contare il finale in barca, quasi la rimozione di tutto il successo ormai andato. Manca persino il solito mistero irrisolto, detestabile, ma necessario, almeno nella serie, come possibile via d'uscita fantastica, come ponte per la puntata successiva. Unico divertimento, la gag musicale con la foto di George W. Bush, davvero un alieno minaccioso su di noi. JOKERICO 5

lunedì 10 agosto 2009

IL LAUREATO




"Benjamin Braddock, promettente rampollo di facoltosa famiglia, ha terminato gli studi (ma il "graduate" è qualcosa di meno del nostro leureato). Viene dato un party in suo onore, ma lui si ritira in camera. Viene raggiunto dalla signora Robinson, amica di famiglia, che gli chiede di accompagnarla a casa: qui lei tenta di sedurlo, ma arriva il marito. In seguito, però, Benjamin e Mrs Robinson diventano amanti. La relazione termina quando Benjamin conosce Elaine, la figlia dei Robinson: i due si innamorano, ma la madre di Elaine non ci sta e le rivela come stanno le cose. La fanciulla pianta Benjamin e si accinge a sposare il ragazzo perbene che i genitori vogliono per lei. Ma Benjamin tenta il tutto per tutto in chiesa, durante la cerimonia." (FILM TV)


Pagine e pagine su questo film, pagine e pagine, ma prima di tutto, in cima ad ogni testo: la colonna sonora. Sicuramente Paul Simon fece il suo gran mestiere e il motivo della "signora Robinson" è indimenticabile, ma cosa è dimenticabile di questo film? Tutto è storia della cinematografia, la scena iniziale dell'ingresso "in società", il tuffo del sub, la ricerca in Alfa Romeo di Elaine, l'urlo disperato in chiesa del finale e poi.... la signora Robinson. Ogni scena con Anne Bancroft ambisce e ottiene l'immortalità, non solo la seduzione del giovane Hoffman, ma come dimenticare il bacio col fumo trattenuto o, il concedersi alla sconfitta, spalle al muro come una condannata pronta al martirio. Psicologie perfette e macchiettismi necessari per una grande pellicola, diretta con una verve e un'inventiva continua e razionale. JOKERICO 10

LA CLASSE




"L'esperienza di un giovane professore di francese in una difficile scuola di periferia, "complicata" dalla sua personale ricerca: quella di mantenere un atteggiamento "neutrale" ma fermo nei confronti dei ragazzi, cercando di istruirli senza addomesticarli e sforzandosi di portarli di fronte ai loro limiti per far loro prendere coscienza di essi e motivarli ad andare oltre." (FILM TV)


Che sia un film dalle valenze attualissime e importanti, nessun dubbio. Che sia un film-finestra sulla scuola (società) moderna, sulle difficolta di integrazione e interazione dei vari contesti sociali (anche della più semplice e immediata delle relazioni, quella fondata sul linguaggio, sul parlato), nessun dubbio. Che sia un film "immediato", senza prese di posizione, senza critica ma "semplicemente" uno spaccato, nessunn dubbio. Che sia un film sull'impossibilità di essere insegnanti oggi e sulla difficoltà ad essere alunni, nessun dubbio. Ma allora perché non un documentario? Cosa distingue LA CLASSE, proprio da un documentario? Perché recitare quando si vuole mostrare la realtà o esserne il più attinenti possibile? Dov'è la mano del regista? Sicuramente nella direzione degli attori non professionisti, ma un buon documentarista avrebbe raggiunto gli stessi risultati. LA CLASSE è un film che a me è piaciuto, ma di cui mi sfugge l'essenza e il senso e che, a confronto con una pellicola di puro furore come MARY PER SEMPRE, si riduce a studio sociologico filmato. Ragionare su questo piano, credo sia dovuto, "impalmare" no. JOKERICO 7

domenica 9 agosto 2009

A BETTER TOMORROW



[Yinghung bunsik, Hong Kong, 1986, Poliziesco, durata 98'] Regia di John Woo Con Leslie Cheung, Chow Yun-fat, Ti Lung, Lee Tse Ho

"Storia di due fratelli e del loro difficile rapporto. Il primo è un poliziotto che mette tutto se stesso nel suo lavoro, il secondo è un fuorilegge che ha involontariamente ostacolato la carriera del fratello e forse ha avuto qualche parte nella morte del loro padre. Quando il fratello "cattivo" torna, dopo un periodo di detenzione e con il proposito di cambiar vita, si accorge quanto sia difficile reinserirsi nella società. " (FILM TV)

Questo è il cinema di John Woo! Niente sciocchezze con Van Damme, John Travolta, Tom Cruise o improbabili excursus in guerra che non appartengono alla grandezza di un cineasta che nel 1986 glorificava e personalizzava un genere. A better tomorrow è il modello perfetto del noir orientale, azione e passione, amicizia al di là del comprensibile, al di là della vita. Sentimenti che si impadroniscono del film e guidano l'azione, quasi non fosse quest'ultima la protagonista della storia, ma solo un corollario alla passione, al legame indissolubile fra due compagni, fra due fratelli. Un legame che supera barriere apparentemente invalicabili (polizia-criminalità, la morte del padre) o ostacoli inamovibili (la caduta verso il basso, la sete di vendetta, l'orgoglio incrollabile) e arriva all'incomprensibilià, travalicando l'amore per una donna, unica protagonista razionale della vicenda. Infine la redenzione, naturalmente incompiuta e irrealizzabile, per chi concede la propria vita ad una "simbiosi multipla". La firma di John Woo è nel fondo di ogni scena, con la concessione ad assoluto protagonista nella vendetta di Mark e delle sue pistole nascoste nei vasi. Chow Yun Fat, nonostante un ruolo da coprotagonista, si mangia il film con la figura monumentale di un pistolero dal cuore grande (di piombo). JOKERICO 7


mercoledì 5 agosto 2009

GRAN TORINO




"Il veterano della guerra di Corea Walt Kowalski, ormai da lungo tempo in pensione, si impegna per cercare di raddrizzare la vita al suo giovane vicino, un ragazzo asiatico senza padre che ha cercato di rubargli l'auto, una prestigiosa Ford Gran Torino del 1972, per riuscire a essere ammesso in una gang giovanile." (FILM TV)


Cosa resta oggi dell' America con la A maiuscola; l'America del capitale trionfante sul comunismo; l'America delle libertà, delle armi, dei giustizieri reazionari fascisti e populisti, dalla morale spiccia giusta e senza compromessi; l'America "cinghialaia" ferita, che carica alla cieca inutilmente per andare a morire nel disprezzo; l'America che non riconosce più sè stessa, che scopre di essere vittima di sè stessa perché nell'immaginario dei poveri cristi l'america è l' America e gli Stati Uniti sono il sogno reale di una terra che accoglie tutte le razze del mondo umano. Forse la parola capolavoro non basta più per un film come GRAN TORINO, qui siamo dalle parti di opere immortali non tanto per l'estetica, quanto per l'aderenza alla tessitura del nostro tempo. JOKERICO 10