martedì 23 febbraio 2010

IL QUARTO TIPO


[The Fourth Kind , USA, 2009, Thriller, durata 98'] Regia di Olatunde Osunsanmi
Con Milla Jovovich, Elias Koteas, Will Patton, Corey Johnson, Hakeem Kae-Kazim, Enzo Cilenti, Alisha Seaton, Daphne Alexander, Tyne Rafaeli, Mia McKenna-Bruce

"All'inizio, Milla Jovovich ci spiega che lei è un'attrice e nel film interpreta la dottoressa Abigail Tyler, detta Abbey, in una ricostruzione drammatica di fatti avvenuti nei primi giorni dell'ottobre del 2000 nella città di Nome in Alaska. Naturalmente, per proteggere la privacy delle persone coinvolte, i nomi sono stati cambiati. Però, ci viene detto che qua e là il regista ha inserito del reale materiale d'archivio, girato dalla stessa Abbey. Ed è proprio la "vera" Abbey a comparire nella prima intervista, con il volto contratto e scavato, per cominciare a raccontare l'accaduto. Poi l'immagine di Milla Jovovich le si sovrappone interpretandone la parte.
Will, il marito di Abbey, è stato misteriosamente ucciso una notte mentre dormiva accanto a lei. Per capire qualcosa della sua morte, Abbey prosegue gli studi di Will e si reca a Nome, i cui abitanti soffrono di persistenti disturbi del sonno. Si svegliano di soprassalto e ricordano d'aver visto uno strano gufo alla finestra. Abbey ipnotizza Tommy, uno di loro, per scoprirne i ricordi inconsci. Quei ricordi sono però così terribili che l'uomo si rifiuta di parlarne. Se ne va a casa e, poco dopo, tiene in ostaggio moglie e figli minacciando di ucciderli. Vuole che Abbey gli sveli il significato di alcune parole in una strana lingua. Quando Abbey non ci riesce, Tommy stermina la famiglia e si suicida. Grazie allo specialista dottor Odusami, Abbey scopre che quelle parole sono in lingua sumera e con l'aiuto del collega dottor Campos cerca di squarciare il velo del mistero." (mymovies.it)

Diverse considerazioni si sono accavvallate durante la visione de IL QUARTO TIPO. L'effetto straniante provocato da Milla Jovovich nella dichiarazione iniziale in cui proclama l'intento divulgativo del film, si accompagna ben presto ad una sensazione di fastidio, per un incipit provocatorio e pretestuoso. Poi, col trascorrere dei minuti, l'effetto MISTERO (trasmissione televisiva) sembra emergere eccessivamente, tant'è che le riprese "finte" sono girate così malamente da coglierne una inutilità troppo dannosa al complesso del film. Quando però le riprese "reali" prendono il sopravvento, qualcosa scatta, gli spaventi non mancano, i dubbi montano e si riesce a superare tutto: l'inconsistenza dei personaggi, le loro psicologie quasi azzerate, la regia inesistente. Le riprese "reali" sono talmente ben fatte da cancellare addirittura la pretestuosità dell'intervento iniziale della Jovovich e da spingere ad indagare sulla loro effettiva veridicità. C'è un superamento dell'effetto THE BLAIR WITCH PROJECT, nel caso de IL QUARTO TIPO una qualche forma di dubbio rimane impressa, a differenza della "pellicola madre" dove il falso era palese e stilistico. JOKERICO 7

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venerdì 12 febbraio 2010

BLACK SHEEP - PECORE ASSASSINE


[Black Sheep, Nuova Zelanda, 2006, Commedia, durata 87'] Regia di Jonathan King
Con Matthew Chamberlain, Nick Fenton, Sam Clarke, Eli Kent, Nathan Meister, Nick Blake, Oliver Driver, Danielle Mason, Peter Feeney, Glenis Levestam

"Nuova Zelanda. Henry Oldfield ha un trauma nel suo passato. Il fratello Angus, quando erano poco più che bambini, un giorno uccise una pecora e ne indossò il vello sanguinante per spaventarlo. Quella paura, legata anche a un doloroso avvenimento, è rimasta nell'intimo dell'ormai uomo Henry che torna dopo 15 anni di assenza alla fattoria ormai saldamente nelle mani del fratello. Il quale ha assoldato una scienziata perché proceda a esperimenti genetici mai tentati prima sulle pecore.
Quando Grant e la sua amica Experience, due animalisti convinti, riescono a entrare in possesso di uno degli agnelli sottoposti a sperimentazione l'orrore ha inizio. Grant viene infatti morso dall'animale e ha inizio la sua trasformazione in ovino carnivoro. Ben presto l'epidemia si diffonde e il numero delle pecore assetate di sangue si fa elevato. Toccherà proprio ad Henry, vincendo la sua fobia, a Experience e al fattore Tucker cercare di contrastare la loro ferocia." (mymovies.it)

Da una parte uno pensa al primo Peter Jackson, quello di FUORI DI TESTA o SPLATTERS e dall'altra all'ironia venefica, causa della morte dell'horror degli anni '90. BLACK SHEEP può essere collocato perfettamente nel mezzo di questi retropensieri e non si farebbe peccato a considerarlo nè carne nè pesce. Certo, le scene divertenti non mancano: una pecora alla guida di una camionetta, il rapporto sessuale tra Angus e "l'amata", la fuga simil Ulisse ma con "dazio", insomma, l'inventiva per divertire non è mancata, anche solo partendo dall'idea di considerare la pecora come protagonista maledetta. Però, naturalmente, Jackson era un'altra cosa: la presa in giro era cattiveria, lo splatter una ribellione ad anni di "non visto", le sceneggiature sapevano non controllarsi ed alzare continuamente l'asta dell'assurdo. BLACK SHEEP è troppo pulito e perbene per ambire alla cattiveria, abbastanza innocuo nel messaggio ambientalista-controambientalista e nient'affatto stupefacente nello splatter. Semplicemente mi è sembrato una cazzata. JOKERICO 5

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mercoledì 3 febbraio 2010

VAN HELSING


[Van Helsing, USA, 2004, Azione, durata 145'] Regia di Stephen Sommers
Con
Hugh Jackman, Kate Beckinsale, Richard Roxburgh, David Wenham, Silvia Colloca

"Alla fine dell'800, una società segreta impegnata nella lotta contro il Male manda in Transilvania il dottor Abraham van Helsing, un leggendario cacciatore di mostri, con il compito di uccidere il potente conte Dracula. Coadiuvato dall'intrepida Anna Valeroius (che vuole distruggere il vampiro per vendicare la propria famiglia e porre fine ad un'antica maledizione) e da Carl (un frate incaricato di salvaguardare la vita di van Helsing) dovrà battersi contro un gruppo di malefiche creature - tra cui l'Uomo Lupo, Frankenstein e le tre mogli di Dracula assetate di sangue - e nello stesso tempo fare i conti con i demoni del suo passato..." (comingsoon.it)

O tutto ciò che il cinema non deve essere. Una storia assolutamente risibile, che gioca di accumulo con i canoni dell'horror, solo per mistificare la sua inesistenza, risolvibile in un semplice uno contro tutti. Attori lanciati allo sbaraglio, liberi di folleggiare col proprio personaggio: ecco allora il protagonista simpatica canaglia con sorriso d'ordinanza buono per ogni avventura, dalla romantica alla sinistra; ecco l'antagonista fascinoso con l'occhio socchiuso, il sorriso appena accennato e la corte di dame servienti; ecco il socio buono saggio e pasticcione; ecco la protagonista femminile, naturalmente simbolo del femminismo moderno. Una regia da luna park, ogni inquadratura un effetto speciale (quando va bene!), movimenti di macchina continui, voli e soggettive a gogò. Insomma, la cassa rimbomba, lo schermo si illumina, l'amore per il cinema piange. JOKERICO 5

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lunedì 4 gennaio 2010

LASCIAMI ENTRARE


[Låt den rätte komma in, Svezia, 2008, Drammatico, durata 114'] Regia di Tomas Alfredson
Con
Kåre Hedebrant, Lina Leandersson, Per Ragnar, Henrik Dahl, Karin Bergquist, Peter Carlberg, Ika Nord, Mikael Rahm, Karl-Robert Lindgren, Anders T. Peedu

"Svezia, 1982. A Blackeberg, un piccolo centro della periferia di Stoccolma, Oskar sogna di vendicarsi del mobbing che subisce ogni giorno da tre compagni di classe. Armato di un coltello immagina di infilarlo nello stomaco di Connie, che dei tre è il più arrogante. Una notte la tranquillità del quartiere in cui vive viene interrotta dall'arrivo di un uomo e di una dodicenne pallida e ambigua che sembra non conoscere freddo e paura. Con l'arrivo dei nuovi inquilini dell'appartamento di fianco al suo, una serie di efferati omicidi iniziano a macchiare il paesaggio innevato e ben presto Oskar scopre che Eli, con la quale nel frattempo ha stretto una tenera amicizia, altri non è che un vampiro imprigionato in eterno in un corpo da bambina." (mymovies.it)

Un film nordico fin nelle viscere, fin nel sangue, che seppur scalda la visione con lampi di rosso, per scelta (a mio modo azzeccatissima), non scalda il cuore. Quello che viene definito come il contraltare a TWILIGHT, in realtà è altro rispetto alla celebre saga, e più che amore, qui, ciò "che move il mondo e le altre stelle" è la solitudine, l'impossibilità di una ragazzina a condurre una vita normale se non sfruttando la morte di chi la circonda. E attorno a sè è rimasto ben poco, un padre che deve assecondare quella solitudine con gli omicidi e un possibile amore adolescenziale e necessario. Alfredson conduce il film in un mondo dove alla solitudine della protagonista corrisponde: la solitudine del suo amico, incapace di relazionarsi coi coetanei e coi suoi genitori separati e la solitudine di una periferia isolata dalla neve. L'unico gruppo di amici che pratica la vita, scoprirà a proprie spese il prezzo del legame, così come il gruppo di bulli. A tal proposito magica è la scena dell'attacco dei gatti, il branco contro il diverso, il legame contro la solitudine. Insomma un film da riflettere e godere con intelligenza, superando alcuni impacci di sceneggiatura (tipo gli omicidi, troppo frettolosi). JOKERICO 7

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giovedì 17 dicembre 2009

L' ULTIMA ECLISSI



[Dolores Claiborne, USA, 1995, Drammatico, durata 130'] Regia di Taylor Hackford
Con Kathy Bates, Jennifer Jason Leigh, Christopher Plummer, David Strathairn

"Dolores Claiborne (Kathy Bates) lavora da ventidue anni come domestica presso l'aristocratica Vera Donovan. La ricca signora è pignola e sempre pronta a rendere la vita impossibile alla povera Dolores, ma un giorno muore e della sua morte viene naturalmente accusata la domestica, dal cui passato riemerge, tra l'altro, il mai chiarito mistero della morte del marito. Torna anche la figlia Selena e, insieme con lei, Dolores ricorderà i capitoli più oscuri della sua vita." (FILM TV)

Il confronto con gli scritti di Stephen King non è mai semplice, perché se da un lato si ha a che fare con un grande romanziere, geniale nelle idee di base della sua opera, notevole nella descrizione e approfondimento dei personaggi, ma abbastanza banale nella chiusura delle sue storie, laddove sorge la necessità di tirare le somme del "discorso"; dall'altro, grandi autori hanno attinto dall'opera del maestro di Portland, ma ne hanno modificato e personalizzato le idee originarie, talvolta riuscendo addirittura ad andare oltre (Kubrick, De Palma). Quando invece ci si approccia a King soltanto col mestiere, con una sceneggiatura non "manipolata", diretta conseguenza di uno scritto, il risultato è sempre insoddisfacente perché dall'idea geniale, si ottiene un personaggio notevole che va a "sgonfiarsi" in una resa banale. Taylor Hackford, non sfugge a questo teorema, realizza il compitino di sfruttare un'ottima idea (Dolores è colpevole di entrambi gli omicidi o soltanto di uno? O è una innocente perseguitata? E il suo carattere è un movente? O una reazione al mondo? E' carnefice di un segugio che sembra non mollare mai o vittima di una persecuzione dovuta a un fallimento?) per una grandissima interprete ( Kathy Bates non tradisce mai, divenendo quasi un personaggio obbligatorio per un film tratto da King), in un contesto banale (l'aguzzino di Dolores è abbozzato manco fossimo in presenza di una comparsa e non con l'origine di tutto, l'interrogatorio finale è una scena di tale impersonalità e mancanza di polso da immalinconire per un progetto che meritava conclusione diversa, l'eclissi del titolo sembra una incombenza da espletare come corollario). JOKERICO 5

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lunedì 14 dicembre 2009

TROPA DE ELITE


[Tropa de Elite, Brasile, 2007, Azione, durata 115'] Regia di José Padilha
Con Wagner Moura, Caio Junqueira, André Ramiro, Milhem Cortaz, Luiz Gonzaga de Almeida, Fernanda de Freitas, Bruno Delia, Marcelo Escorel, André Felipe, Thelmo Fernandes

"Rio De Janeiro 1997. Qualche mese prima della visita del Papa in Brasile. Il capitano Nascimento è un membro del Bope, la squadra speciale di 100 uomini nata a Rio per combattere i narcotrafficanti nelle favelas e impedire che la polizia comune, corrotta fino al midollo, lasci la città in balìa di se stessa. Nascimento è stanco di questa vita sempre al limite, ed ora che sta per diventare padre ha deciso di lasciare. Non prima, però, di aver trovato un sostituto all'altezza. I candidati più quotati sembrano essere le reclute Matias e Neto, proprio i due che Nascimento ha appena salvato dai guai durante una pericolosa incursione nelle favelas. Ora si tratta solo di scegliere. Un compito che si rivelerà per lui drammaticamente semplice." (mymovies.it)


Lo scheletro del film sono i tre piani di interesse della sceneggiatura: il Bope, l'addestramento di Matias e Neto, e le favelas brasiliane. L'approccio a questi tre piani è molto diverso e di conseguenza la riuscita del film risente di questa scelta. L'addestramento dei due protagonisti è seguito con cura e passione, alcune scene di umiliazione vanno al di là di FULL METAL JACKET, ma sono funzionali allo spirito di un corpo militare parafascista che richiede un giuramento di fede più che di appartenenza, ci si spoglia di umanità per divenire membri di una setta statale (illuminante è la scena della sepoltura, dove sulla bara viene posta la bandiera brasiliana e su di questa, la bandiera del Bope, il segno distintivo di una vita e oltre). La promozione a membri del corpo militare rappresenta l'ingresso in guerra, il regista e gli autori non lesinano in descrizioni di interventi violenti, torture, omicidi, ma proprio su questo aspetto cominciano a comparire le prime crepe nella solida struttura. L'oggettività si dirada, le (re)azioni del Bope pur se ingiustificabili, divengono necessarie e uniche risposte ad un potere costituito da mercanti di morte e assassini. Tutto diviene relativo, dunque tutto legittimo, persino il ritratto delle favelas come covo esclusivo della feccia "brasiliana", senza alcuna distinzione tra povertà e illegalità. Alle favelas è lasciato il ruolo di campo di battaglia, della situazione di molte povere famiglie che nulla posseggono se non un baracca e che lo Stato ha abbandonato ai margini di una metropoli, non vi è traccia; la legge è il Bope, ma la giustizia? JOKERICO 7

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sabato 12 dicembre 2009

JENNIFER'S BODY


[Jennifer's Body, USA, 2009, Commedia, durata 102'] Regia di Karyn Kusama
Con Megan Fox, Amanda Seyfried, Johnny Simmons, Adam Brody, J.K. Simmons, Amy Sedaris, Chris Pratt, Juno Ruddell, Kyle Gallner, Cynthia Stevenson

"Rinchiusa nella cella d’isolamento di un istituto psichiatrico, la giovane Needy, ricorda come tutto è cominciato, a Devil’s Kettle, la cittadina di provincia dove abitava. Si parte quindi con un lungo flashback che costituisce il corpo del film: Needy è amicissima di Jennifer, la bomba sexy della scuola. Benché fidanzata con Chip, il classico bravo ragazzo, la poco appariscente Needy è preda di una sconfinata ammirazione per Jennifer, tanto da esserne sostanzialmente succube. Al Melody Lane, un localaccio, Jennifer è attratta da Nikolai, cantante di una sconosciuta rock band, i Low Shoulder. Uno strano e furibondo incendio si sviluppa mentre la band suona: è un massacro, ma Needy conduce in salvo Jennifer. Per poco, però. Sotto lo sguardo sconcertato di Needy, Jennifer se la svigna col disinvolto Nikolai. Quando Needy, tornata a casa, si ritrova di fronte l’amica coperta di sangue e affamata di carne cruda, sospetta che qualcosa di brutto sia successo. Quando Jennifer le vomita addosso un geyser di sangue, ne ha la certezza. Il giorno dopo tutto sembra normale, compresa Jennifer, ma Needy sa che non è così. Gli omicidi cominciano: a commetterli è Jennifer, che prima seduce e poi, in versione mostruosa, ammazza." (mymovies.it)

Chiaramente vedere questo JENNIFER'S BODY senza aver visto JUNO o ignorando la scrittura di Diablo Cody, potrebbe provocare orticarie. La trama è davvero una fesseria colossale e con un leggero impegno in più (anziché puntare sulle "specifiche" della sceneggiatrice), si sarebbe forse raggiunto il livello delle sottotrame o almeno l'acidità di alcune battute. A voler tirare le somme, gli unici apprezzamenti sono per i cocktail 11/09 coi colori della bandiera americana, che se agitato diviene marrone; per il gruppo rock Low Shoulder, per il loro rito satanico scaricato da internet, per il loro successo "di eroi della patria" e soprattutto per il finto reportage che li riguarda nei titoli di coda. Non c'è molto altro da dire, nulla di quella pruderie fraintesa fra trailer e foto "rubate" di scena, nulla la presenza di Megan Fox che continua ad essere esposta come mostro di bellezza fuori dal comune, ma mai come attrice, nulla la possibilità di sfruttare una festa da ballo "collegiale" nel ricordo di CARRIE, nulla di una tensione pulsante horror che poteva surrogare almeno alla mancanza di idee originali, nulla che l'incessante colonna sonora non possa coprire. JOKERICO 5

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