martedì 22 settembre 2009

DRAG ME TO HELL




"Christine lavora in una banca e si occupa di valutare possibili prestiti. Dopo aver negato un’ipoteca sulla casa di una vecchia gitana, diventa vittima di una maledizione che trasforma la sua vita in un vero e proprio inferno. L’unica speranza per Christine è l’aiuto di una veggente, capace di salvarla dal demone che si è impossessato della sua anima." (FILM TV)


Micidiale Sam Raimi! Tanto impersonale quando dirige i vari SPIDER MAN, quanto originale a confronto col "suo" genere. E per "suo" non intendo il genere horror, ma una forma di horror-comedy esclusivamente riconducibile al massimo interprete. Con la precisione di un alchimista, Raimi riesce a mescolare a meraviglia la risata, l'irriverenza, l'ironia, la paura, l'orrore, il disgusto senza esagerare in nessuno di questi ingredienti, sapientemente sa dove terminare la burla e incominciare la tensione; insomma le lezioni della CASA non sono ancora finite. Il suo pregio più grande è dunque l'unicità,poiché molti hanno provato a seguire la strada del maestro, diventandone però solamente una parodia. Gli si può anche rinfacciare di essere il colpevole della scomparsa dell'horror negli anni novanta, di aver abbattuto un genere a risate e di aver creato dalle ceneri un ibrido che ai puristi (e al sottoscritto) non piace affatto. Secondo i miei canoni DRAG ME TO HELL ha una trama esilissima, gli effetti sonori hanno un peso troppo rilevante, il finale è quanto di più scontato ci si possa aspettare ma, il caprone, durante la seduta spiritica, è una idea straordinaria, così come la pantomima della dentiera o la vendetta fulciana nella fossa. Vorrei tanto non girasse più horror, ma ne devo riconoscere la personalità. JOKERICO 6

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