giovedì 10 settembre 2009

LE TRE SCIMMIE




"Una famiglia nella quale dei piccoli segreti sono divenute delle grandi menzogne tenta disperatamente di restare unita e, per evitare di dover affrontare prove e responsabilità troppo pesanti, rifiuta di guardare le cose come stanno e riconoscere la verità. Ma la negazione della vertià è un metodo sufficiente per riuscire a sopprimerla?" (FILM TV)


Non si può negare quanto Ceylan sia bravo; in un film di camera e cucina, inventa, inquadra, stupisce nell'ingresso di ogni scena, reinventa l'appena mostrato. Non si può negare quanto tutti gli attori siano perfetti nei loro silenzi, nella loro introspezione, nei loro tormenti, nelle loro riflessioni. Non si può negare quanto una fotografia così cupa riesca a mostrare l'aridità di ogni morale, quanto un cielo nuvoloso così fotografato sia il negativo di coscienze perse nella ricerca di sè stesse, di silenzi che sembrano l'unica forma di comunicazione, dell'apocalisse del linguaggio. Non si può negare quanto sia necessaria la presenza dell'intangibile, dell'immateriale, del dovere di credere ad una presenza di conforto, laddove è nulla. Ma non si può neppure negare che tanta intensità, a volte si trasformi in noia, in pesantezza, in un racconto immoto inseguito costantemente dalla sonnolenza e da una autorialità troppo pressante. Un tocco meno greve a volte non guasterebbe. JOKERICO 7

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