sabato 10 ottobre 2009

BASTARDI SENZA GLORIA




"Primo anno dell'occupazione tedesca in Francia. Il Colonnello delle SS Hans Landa, dopo un lungo e mellifluo interrogatorio, decima l'ultima famiglia ebrea sopravvissuta in una località di campagna. La giovane Shosanna riesce però a fuggire. Diventerà proprietaria di una sala cinematografica in cui confluirà un doppio tentativo di eliminare tutte le alte sfere del nazismo, Hitler compreso. Infatti, al piano messo in atto artigianalmente dalla ragazza se ne somma uno più complesso. Ad organizzarlo è un gruppo di ebrei americani guidati dal tenente Aldo Raine i quali non si fermano dinanzi a niente pur di far pagare ai nazisti le loro colpe." (mymovies.it)


Partire da una ispirazione per giungere ad una invenzione: Tarantino ci ha sempre abituati al suo gioco, al suo cinema e BASTARDI SENZA GLORIA è l'ennesimo inno alla sua poetica. Si parte naturalmente dal genere, il war-movie (possibilmente italiano e di serie B) e lo si condisce di western, melò, grottesco tutto "pompato a mille". Si parte dal film QUEL MALEDETTO TRENO BLINDATO per dimenticarlo un secondo dopo i titoli e procedere solo nel ricordo "di quel cinema che fu". Si parte da un Brad Pitt protagonista e si arriva ad un Christopher Waltz di magnifica essenza, campo e controcampo; tanto Aldo Raine è guascone, cialtrone, padrone della scena, quanto il colonnello Hans Landa è ironico, acuto, ladro della scena e di tutto il film. Si parte dalla Storia per arrivare alla fantascienza, al sogno viscerale o semplicemente al gioco dell'ironia come mannaia per una immane tragedia ancora oggi impossibile da credere. E quando il gioco dei rimbalzi finisce, restano le scene "alla" Tarantino che verranno saccheggiate negli anni a venire; il terrore, la tensione e lo sviluppo del prologo, l'architettura della comparsa di Eli Roth con la mazza da baseball, la follia di un Mike Myers assolutamente chapliniano. Un capitolo a parte merita la scena in cantina o in osteria; dal ritmo estenuante alla PROVA DI MORTE, alla rabbia incandescente delle IENE, dagli intermezzi semi-comici di PULP FICTION, alla inesorabile lucidità di JACKIE BROWN, insomma la summa di un cinema alla continua scoperta delle proprie radici. JOKERICO 10

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