lunedì 19 ottobre 2009

JUNO




"La sedicenne Juno ha genitori affettuosi e comprensivi, amiche e sogni da adolescente e un telefono a forma di hamburger. Ma un giorno scopre di essere incinta, in seguito alla prima e unica volta in cui aveva deciso di fare l'amore con il suo migliore amico. Per niente smarrita, decide di far nascere il bambino e di affidarlo a una coppia che ne desidera disperatamente uno..." (FILM TV)


Sono anni ormai che provo un certo fastidio nel vedere film "alla" Sundance: falsamente indipendenti, fastidiosamente simpatici, scientemente fuori dagli schemi, ossessivamente radical chic. E nonostante JUNO fosse un film "alla" Festival di Roma e non "alla" Redford, l'orticaria montante non prometteva niente di buono. Invece, ancora una volta, le barriere del preconcetto sono state abbattute. JUNO è sì, un film simpatico, ma di una simpatia non pesante; è fuori dagli schemi, ma non sceglie soluzioni di sceneggiatura folli o esclusivamente sorprendenti; è sicuramente radical chic, ma non mancano convenzioni buoniste. Il suo pregio fondante è il piacere di raccontare una storia diversa, di una famiglia diversa, con una capacità di leggerezza particolare su ogni personaggio. I protagonisti sono ritratti con ironia, rispetto e affetto: Juno e la sua carica eversiva alla buona, i suoi momenti di debolezza e le sue certezze mature nonostante l'età; suo padre, uomo nell'accezione più vera e intelligente del termine; la sua matrigna, sogno forse di ogni figliastra; i futuri genitori, un campionario lucido di forza e presenza femminile e di sindromi inevitabilmente maschili; il fidanzato, unico e possibile per cotanta ragazza-donna; l'amica, superficiale e per questo assolutamente fondamentale nell'esistenza di un legame forte. L'unico neo potrebbe essere l'andamento un po' prevedibile della "storia d'amore giovanile" e di quella "matura", ma il fulcro del film è sicuramente un altro. JOKERICO 7

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