lunedì 17 agosto 2009

PRANZO DI FERRAGOSTO




"Nonostante sia un uomo di mezza età, Gianni vive in una vecchia casa del centro di Roma con la madre, una nobildonna decaduta che lo tiranneggia e gli lascia solo il tempo per l’osteria. Alla vigilia di ferragosto, l’amministratore del palazzo, conoscendo la sua situazione di “cattività”, gli propone di tenere con sé, per un paio di giorni, la propria mamma, in cambio dell’abbuono di tutte le spese condominiali non pagate. Quando si presenta a casa sua in compagnia anche della vecchia zia, Gianni accusa un piccolo malore. Si reca allora da un amico medico per un controllo, che guarda caso gli affiderà pure lui l'anziana madre per la giornata festiva." (FILM TV)


E' incredibile come con mezzi così ristretti Gianni Di Gregorio riesca ad imbastire una storia tanto semplice, quanto colma di significati e divertimento. Stavolta nella Roma deserta del Ferragosto non vengono abbandonati i cani, ma gli anziani, e per la precisione 3 arzille nonne, una delle quali con ancora addosso i fuochi della vita. Il regista e autore lascia il film nelle mani e nelle parole delle protagoniste, ritagliandosi un angolo di presenza, gentilezza ,cortesia e un giro in motorino "nel deserto". Nulla è superfluo: il problema che genera questo strano Ferragosto, il quadro dei caratteri, lo scontro, le diffidenze, la gioia per una festa inaspettatamente viva e, naturalmente, le piccolezze dell'uomo qualunque a confronto con i problemi quotidiani. Un esordio "tardivo". JOKERICO 6

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